L’importanza del gioco simbolico

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Intorno ai 24 e i 30 mesi, (in alcuni bambini anche prima) si sviluppa il famoso gioco simbolico, appena il movimento e il linguaggio acquisiscono maggiore competenza.

Man mano che il bambino cresce e affina il suo ruolo nel mondo, il gioco simbolico diventa più complesso e assume nuovi significati che vanno ben oltre la semplice imitazione del comportamento degli adulti.

Durante questa attività di gioco, infatti, che nasce nel tentativo di imitare il comportamento degli adulti, il bambino mette in atto inizialmente meccanismi imitativi che gli consentono di avvicinarsi al mondo degli adulti.

Il gioco simbolico permette di dare libero spazio alla fantasia, alla creatività e all’immaginazione attraverso desideri, paure, frustrazioni, sogni…

Il bambino, infatti, può diventare tutto ciò che vuole, fare tutto ciò che vuole (sempre nei termini della finzione), esprimersi liberamente come meglio crede. In questo modo, impara a conoscere meglio se stesso.

Tra i 2 e i 7 anni i bambini, dunque, imitano le azioni dei grandi e le riproducono. Giocando ” a fare finta di “: 

  • di cucinare
  • di fare una telefonata
  • di stare al computer
  • di mangiare
  • di fare la spesa, pulire, stendere e stirare
  • giocare con la cassetta degli attrezzi
  • giocare al gioco del dottore.

Il gioco simbolico è importante anche per un altro aspetto: perché attraverso il suo esercizio aiuta i bambini a rappresentare mentalmente persone e oggetti, indipendentemente dalla loro presenza. 

In questo modo il bambino non ha bisogno di vedere la palla, per capire cos’è una palla; né di vedere i genitori (per esempio mentre sono al lavoro), per sapere che sono sempre presenti.

Dai 0 a 2 anni, i bambini percepiscono solo gli oggetti che vedono: se nascondiamo la palla sotto una coperta, la palla non esiste più.

Basta vedere quando i bambini così piccoli giocano a nascondino: nascondono la faccia con un tovagliolo e pensano di essere spariti. In pratica: se chiudono gli occhi, la realtà non esiste più.

Nella fase successiva, invece, i bambini iniziano a percepire la realtà anche quando non la vedono: non solo se giocano a nascondino, ma anche nelle altre situazioni della vita.

Per stimolare il gioco simbolico a casa dunque ci serve tanta fantasia, fantasia dei nostri bambini che dobbiamo aiutare e stimolare.

Servono tutti quei materiali che stimolano l’autonomia del bambino e favoriscano l’imitazione dell’adulto. 

Ma visto che il gioco è fare finta di….in realtà non servono molti strumenti, perchè il bambino può prendere un cucchiaio e trasformarlo in un telefono, può prendere le pentole e le posate di mamma e far finta di cucinare…l’importante è stimolarlo a fare finta di giocare su imitazione e non bloccarlo se nella creatività ciò che il bambino vuole strutturare non rappresenta davvero la realtà…sta proprio lì il vero senso dell’importanza del gioco simbolico.

In questa fase non ci sono giochi da bambina e giochi da bambino…un maschietto può giocare con un bambolotto, in quel modo sta imparando a prendersi cura dell’altro.

L’utilità del gioco simbolico per i bambini con disturbi del linguaggio e dello sviluppo diventa importantissimo. Attraverso il “fare finta” si aiuta il bambino con problemi di comunicazione ad essere più fluido nell’espressione.

In questo video una bambina di due anni e mezzo che gioca a far finta di stirare e un bimbo di 6 anni che gioca inventando storie di supereroi dove spesso lui è il protagonista nella storia.

Guarda degli esempi di gioco simbolico

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